Il nome Poliste
Guardando un formicaio o un alveare, non si può fare a meno di pensare: che straordinarie costruzioni! Sono così complesse… È possibile che nascano senza un progetto?
Per molto tempo si è pensato che gli insetti sociali – come formiche, api e vespe (tra cui il genere Polistes) – possedessero una misteriosa forma di intelligenza individuale. Non è così: l’insetto che costruisce il proprio nido non dirige il proprio lavoro, ma ne è diretto: tasta l’edificio in costruzione, e in base a ciò che tocca, aggiunge un elemento. Va avanti così finché non ha portato a termine l’opera.
Questo comportamento non è acquisito, né esiste una “mappa mentale”. È la forma a ispirare, e il confronto, in un’ottica di miglioramento continuo. L’insieme delle azioni individuali porta a un edificio che sembra “pensato”, mentre in realtà non c’è mai stato un progetto, una costruzione pianificata nel senso in cui noi la intendiamo normalmente.
Il gruppo riesce a far nascere il complesso dal semplice.
Poliste nasce dall’idea che in ogni attività umana l’intelligenza individuale, anche la più raffinata, è poca cosa rispetto alle potenzialità che le persone mostrano quando lavorano insieme.
In ogni progetto di Poliste cerchiamo di ricordare che un obiettivo può essere raggiunto solo se tutti ne sono partecipi, e che per farlo non possono esistere soluzioni preconfezionate, ma occorre confrontarsi.

